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Napoli-Portici, la prima ferrovia d'Italia
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Nel 1836 l'ingegnere francese Armand Bayard de la Vingtrie propose
la realizzazione di una linea ferroviaria tra Napoli e Nocera,
che nel giugno di quell'anno, fu sancita da Ferdinando II mediante
un decreto in ventitré articoli in cui, tra l'altro, si autorizzava
il Bavard "a costruire a sue spese, rischi e pericoli, una Strada
di ferro da Napoli a Nocera, con un ramo per Castellammare e
con la facoltà di prolungarlo verso Salerno ed Avellino. |
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27 marzo 1838 fu presentato il progetto particolareggiato per
la linea fino a Portici, e quindi a Resina e Torre del Greco in
seguito approvato da un'apposita commissione.I lavori furono eseguiti
celermente ed il 3 ottobre 1839 fu inaugurato il primo
tratto sino a Portici; nell'estate del 1840 furono raggiunte Resina
e Torre del Greco e, nel 1844 attraverso Pagani, Scafati ed Angri
si giungeva a Nocera. |
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In previsione di un forte incremento delle ferrovie, nel 1840,
si fondò lo stabilimento di Pietrarsa, suoli nei pressi della
"batteria francese", ai quali si aggiunse, nel 1844, un'area
compresa tra la spiaggia e la linea ferroviaria. I capannoni
si estendevano per 13560 mq e per rescritto reale del 1843 l'opificio
era destinato principalmente alla costruzione ed alla riparazione
delle locomotive con materiale fornito dall'Inghilterra. Nel
1853 il coniplesso delle officine poteva dirsi completo in tutti
i suoi reparti; nasceva cosi il più ìmportante stabilimento
industriale di tutta la penisola, struttura portante assieme
ai Granili, alla Real Fonderia, all'Arsenale ed ai cantieri
di Castellammare, delle industrie siderurgiche statali. Quell'opificio
ospita adesso il museo
nazionale dei trasporti. |
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