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Betel nut -La noce allucinogena di Papua Nuova Guinea-


"Viaggiare e' fatale ai pregiudizi, ai bigottismi e alle menti ristrette"


E' la prima cosa che salta agli occhi quando si mette piede in Papua Nuova Guinea. Anzi e' la seconda, perche' la prima e' il sorriso dei suoi abitanti.
Sono proprio quei sorrisi a svelare che denti e labbra degli abitanti di Papua NG hanno uno strano colore rosso scuro.
In verita' in un primo momento non ci avevo dato peso; l'arrivo a Port Moresby, definita una delle citta' piu' pericolose del mondo, richiedeva ben altri pensieri .
Il rito della prima passeggiata a piedi rivela ben presto una sgradevole sorpresa: sui marciapiedi, nelle strade, sui muri, ovunque, risaltano inquietanti "macchie" rosse che, volendo pensare al peggio, sembrano di sangue.

"Allora Port Moresby e' davvero quello che ho letto: l'inferno"...

In realta' bastera' molto poco per comprendere che -meno male...- non e' sangue proveniente da aggressioni: i papuaniugini sputano in continuazione, senza alcuna remora, una poltiglia di colore rosso.
E bastera' il primo giro in taxi per imparare che non e' sangue, ma ben altro.
Il tassista dal volto rude, ma dall'animo gentile, alla mia domanda in merito a quelle chiazze rosse, sorride e mi spiega che TUTTI (!?) i papuaniugini usano masticare una noce selvatica, chiamata Betel Nut, dotata, pare, di un lieve potere allucinogeno.
La prima tappa sara' Koki Market, uno dei tanti mercati della citta' in cui si vende, praticamente, soltanto "Betel Nut".

Cosa accade quando uno straniero entra in un mercato di Port Moresby e' un'esperienza impossibile da trasmettere. Qui turisti non ne arrivano e pure viaggiatori se ne vedono molto pochi; ancor piu' incredibile e' quel che accade se si prova a tirar fuori una fotocamera. I papuaniugini amano essere fotografati ed e' impresa difficile smettere una volta cominciato. In tutte le pose possibili, adorano esibire i loro soldi e le immancabili betel nut.
L'invito a provarla è continuo ma con cortesia, rifiuto fermamente: se finora sono sempre riuscito a riportare la pelle a casa, uno dei motivi è che mi sono sempre tenuto alla larga da sostanze stupefacenti "di ogni ordine e grado".

Ma masticare Betel Nut e' bel altro che una droga, è uno stile di vita.

E, soprattutto, legale.

Betel Nut



Si legge che Port Moresby di notte e' rigorosamente sconsigliata agli stranieri perchè buia, vuota e in preda ai "Rascals", gruppi di giovani violenti e senza scrupoli che si dedicano a reati di ogni tipo. 
Ma non sanno cosa sia una "stesa". Principianti... 
In effetti l'atmosfera, dopo il tramonto, e' tutt'altro che invitante; la prima notte, probabilmente, non sarei uscito.
Ma la dea bendata mi riconosce ancora una volta e si presenta nelle sembianze di un gruppo di giovani indigeni che stavano partecipando ad un festa che si teneva nel ristorante dell'albergo che mi ospitava. Non e' servito farmi ripetere la seconda volta il loro invito a fare un giro in citta': stava per cominciare la prima delle mie notti folli in Papua Ng.

Una delle tappe, al posto di polizia di Boroko e i poliziotti in servizio, stupiti dalla presenza di un bianco, mi accolgono calorosamente. Anche loro, naturalmente, masticano betel nut e ne acquisto una manciata per tutti, nel vicino mercato notturno. 
In un posto di polizia mi sentivo al sicuro: la proverò anch'io!

C'e' una precisa procedura per "gustare" la Betel nut. 
Una volta sgusciata, la noce si mastica per qualche minuto fino a che diventi poltiglia. 
A quel punto si morde un bastoncino di senape impregnato in polvere bianca di lime (ma sarà davvero lime!!??);
continuando senza sosta la masticazione quella poltiglia assume una colorazione rosso vivo che non va ingoiata, ma soltanto rigirata nella bocca (e ci credo che i denti diventano rossi!). 
Pare che questa operazione doni una leggera sensazione di euforia.
Terminato l'effetto della noce, quella poltiglia viene sputata dove capita.
Per quel che mi riguarda ho rinunciato molto presto, ben prima di mordere il bastoncino di senape.


Sono stato in Papua Nuova Guinea a maggio del 2016