Cinquanta sfumature di Rosso, blu, verde...


"Puoi leggere tutti i libri del mondo, ma le migliori storie sono tra le pagine del tuo passaporto"


In aeroporto la coda al check-in a volte è inevitabile e allora, per ingannare il tempo, mi diverto ad indovinare la provenienza di chi mi sta intorno. Lingua, fisionomia, abbigliamento, modi di fare, sono gli indizi spesso rivelatori, ma è il colore del passaporto, che puntualmente impugnano, a sciogliere eventuali dubbi.
Rosso, blu o verde, in tante sfumature.
I colori rappresentano affinità politiche, religiose, economiche. Oppure è quello caratteristico di un Paese, ad esempio in Nuova Zelanda: gli "all blacks", la livrea della compagnia di bandiera e anche il passaporto dei "kiwis" è nero!
Tutti i passaporti della Comunità Europea sono di colore rosso borgogna (più o meno intenso); come pure quelli di Turchia, Macedonia ed Albania che, alla CEE, aspirano ad aggregarsi.
Sono rossi i passaporti di Cina, Russia e Giappone; rosso, ma tendente all'arancione, quello svizzero.
Il verde è uno dei colore rappresentativi dell'Islam e verdi sono i passaporti di molti Paesi islamici. Ma non di tutti, ad esempio sono blu quelli della "Comunità degli Stati dell'Africa Orientale", pur essendo islamici. Viceversa è verde (più scuro) quello della Corea del Sud che niente ha a che fare con Maometto.
E' blu quello degli Stati Uniti, come pure quello del Canada e dei Paesi del Mercosur, mercato comune dell'America meridionale di cui fanno parte Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay e Venezuela. Il passaporto del Regno Unito è stato blu fino al 1973, quando il Paese entrò a far parte della Comunità Europea. E pare che ritornerà ad essere blu, adesso che ne è uscito.
La "forza" di un passaporto, ossia il numero di Paesi che il suo possessore può visitare senza aver bisogno di Visto, non dipende, necessariamente, dal colore. In cima alla classifica c'è il rosso del Giappone (più o meno 180 i Paesi che i nipponici possono visitare liberamente), il verde coreano (162), il rosso vivo singaporeano (162), il rosso bordeaux europeo e il blu statunitense e canadese.
In coda Pakistan, Siria, Iraq e Afghanistan; gli afghani hanno libero accesso in soli ventiquattro Paesi. Il paese più restrittivo è il Bhutan che concede soltanto ai possesori di passaporto indiano, bengalese e maldiviano l'accesso senza visto, peraltro molto complicato da ottenere per tutti gli altri.

A noi napoletani non va troppo male.
Sono circa 160 i Paesi che possiamo visitare liberamente; problematico andare in Arabia Saudita perché la concessione del visto turistico è vincolato all'invito di un saudita. Corea del Nord, Turkmenistan e Bhutan (il primo spesso chiude le frontiere) permettono solo visite di gruppo e/o con guida. A caro prezzo. Tutti gli altri, tranne in caso di guerra "conclamata", il visto lo concedono. A dicembre 2017 sono stato nella regione curda dell'Iraq e non ho avuto alcuna noia burocratica. Il visto per la ragione araba avrebbe richiesto soltanto del tempo, che non avevo. Chi mi ha fatto "penare" di più è stato il Turkmenistan: dopo una lunga "battaglia" con il consolato di Vienna, sono riuscito ad ottenere il visto di transito di cinque giorni, non prima di aver dimostrare che provenivo dall'Azerbaijan ed ero diretto in Uzbekistan, indicando i punti di entrata, uscita e l'itinerario che avrei percorso (che, ovviamente, solo in parte ho rispettato) nel loro Paese.
Il Pakistan è quello che mi ha chiesto più documenti (incluso i movimenti del mio conto corrente degli ultimi tre mesi), prima di sottopormi ad un colloquio in lingua inglese;
prima domanda:
"Why do you want to visit Our Country?"
Gli ho sparato una piccola parte del paginone di Wikipedia e la strada è stata subito in discesa...
Più semplice -e non lo credevo- ottenere il visto per l'Afghanistan. La simpatica ragazza romana che nel 2012 lavorava all'ufficio consolare, all'interno dell'ambasciata, nello stupendo edificio in stile "Liberty" circondato da un giardino straordinario in via Nomentana a Roma, mi fa:
"Tu sei il terzo pazzo che richiede il visto turistico quest'anno".
Era il 15 dicembre...