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Jeepneys


"It' s more fun in the Philippines"


E' il mezzo di trasporto pubblico piu' usato nell'arcipelago delle Filippine; per niente efficiente, ma maledettamente efficace, circolano ovunque, seguendo un percorso stabilito e indicato sulla parte anteriore del mezzo. Il servizio, non solo nelle grandi citta', spesso e' attivo 24/24.

Originariamente i filippini trasformarono le Jeep militari lasciate dagli americani dopo la seconda guerra mondiale, in pick-up con due panche laterali nel cassone posteriore a disposizione dei passeggeri. Spariva la separazione tra la cabina guida e la parte posteriore, colori vivaci e decorazioni pittoresche abbellivano il mezzo, una copertura in metallo proteggeva i passeggeri dal sole e dalla pioggia.
Questo mezzo di trasporto riscosse grande successo e le Jeep americane non bastarono piu'. Inizio' allora la produzione in scala industriale di telaio e scocca, con motori giapponesi: il Paese adesso e' invaso dalle Jeep.

"Bayat" & "Para"


Non esistono le fermate: basta un gesto della mano, l'autista accosta permettendo al passeggero di salire o scendere.
Due parole "magiche" si ascoltano a ripetizione viaggiando sulle Jeep: "Bayat" e "Para".

La prima la pronuncia il passeggero nel momento in cui decide di pagare la sua corsa: assistere a questo rito giustifica un viaggio in quel meraviglioso Paese. Ovviamente non esiste un biglietto, si paga esclusivamente cash.
"Bayat!" e l'autista, senza girare la testa, allunga una mano all'indietro aspettando i soldi, continuando a guidare con l'altra mano. Al netto della sicurezza stradale, se il mezzo e' semivuoto, tutto sommato e' una procedura semplice. Ma quello che succede quando la Jeep e' affollata e/o interessato da continue salite e discese e' semplicemente folle.
Tre, quattro e anche piu' passeggeri contemporaneamente pronunciano "Bayat" e il nome della loro destinazione (perche', chiaro, la tariffa non e' unica, ma -giustamente- dipende dalla distanza) e comincia un incredibile passamano di soldi da un passeggero ad un altro che termina nella mano protesa all'indietro dell'autista. Questo genio, perche' soltanto un genio e' in grado di venire a capo in una situazione del genere, mentre continua a guidare nel traffico impazzito di Manila, Cebu o Iloilo, conta i soldi, da' i resti giusti e li restituisce uno ad uno allo sconosciuto dietro di lui. A quel punto comincia un passamano inverso che, per miracolo, termina nella mani giuste. Questo intreccio di mani, soldi, gente che scende e sale puo' proseguire per molti minuti; in quindici anni, ho utilizzato le "Jeepneys" centinaia di volte e mai -giuro, mai!- ho assistito ad un litigio, un malinteso, un resto sbagliato, soldi spariti. E men che mai nemmeno percepito la sensazione di un imminente furto o rapina ai danni dei viaggiatori o degli autisti.
Nemmeno di notte, nemmeno nelle buie periferie della Capitale.

"Para!" la pronuncia il passeggero nel momento in cui vuole scendere, battendo con le dita sul tetto del mezzo. L'autista frena quasi immediatamente permettendogli di scendere. Capita che un passeggero scenda ed un altro chieda di farlo soltanto dieci metri dopo e, magari tra i due ne salga un altro.
L'autista, con una pazienza senza fine, si fermera' sempre.

Sono stato nelle Filippine nel 2000, 2007, 2009. 2010, 2011, 2012, 2013, 2014, 2015, 2016,