In treno
da BANGKOK a PECHINO
Da Vientiane quotidianamente partono e arrivano (a secondo del giorno della settimana) più o meno sei treni, almeno uno dei quali per/da a Kunming. Tutti passano per Luang Prabang, una delle destinazioni più famose del Laos. Alcuni treni terminano la corsa a Boten, teoricamente ultimo "avamposto" del Laos prima della frontiera, ma di fatto l'ultima città laotiana è Nateuy.
Boten, invece, è "de facto" territorio cinese. Dal 2002 "Special economic Zone", trasformata in una città casinò/o...
Tutto ciò che, almeno teoricamente, era proibito nei due Paesi diventava tollerato a Boten, che nei weekend accoglieva l'invasione dei giocatori d'azzardo, la maggior parte dei quali provenienti dalla Cina.
Quando però, nel 2011, il livello di delinquenza e malaffare superò la soglia ritenuta tollerabile, il governo cinese decise di mettere i sigilli a questa sorta di Las Vegas in miniatura rendendo Boten -e tale è ancora adesso- una città fantasma.
Enormi edifici abbandonati, molti dei quali mai portati a termine, nelle ampie strade desolatamente vuote; attività commerciali permangono, ovviamente quasi tutte controllate da cinesi, e presumibilmente anche qualcuna illecita, che, tuttavia, non impensierisce i pochi stranieri in transito, almeno a coloro che non vanno in cerca di guai.
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Cinque ore circa dura il viaggio da Vientiane a Boten; il treno è comodo, il panorama gradevole. A Boten la stazione è situata a pochi km a sud della città ed una polverosa e non pavimentata strada la collega con il centro. Pochi alberghi, ma di buon livello e a prezzi contenuti.
Tanti i ristoranti, la maggior parte dei quali semivuoti. Ovviamente in prevalenza cucina cinese.
Non c'è molto da fare a Boten, allora con un taxi ci siamo fatti portare a Nateuy sperando di trovare qualcosa di più interessante. Da ricordare invece soltanto la strada dissestata e la sensazione di poter rimanere in panne da un momento all'altro.
Di sera a Boten qualche grattacielo illuminato dà l'idea di come poteva essere la vita qualche lustro fa. Fin troppo ampia l'offerta di ristoranti. Si mangia bene, a buon prezzo.
Verrebbe da dire che non vale la pena fermarsi a Boten. In realtà non è così, ma almeno per il mio modo di viaggiare. Forse non ci tornerei, ma non ho alcun rimpianto di aver passato quasi 24 ore.
A pochi km a nord della frontiera la modernissima stazione di Mohan. Solo posti in piedi per il primo treno utile per Xishuangbanna, ma un viaggio ugualmente confortevole nella carrozza bar.
Il tempo di mettere a punto la "logistica" (acquistare un sim cinese, capire quale banca accettasse carte internazionali, come comportarsi con i tassisti) e pronti per vivere a pieno tre settimane nel "Celeste impero".
A Kunming ero capitato per un "disguido burocratico" nel 2020 proveniente da Mandalay, Myanmar. La meta era Guangzhou, ma fui costretto a trascorrere un'intera giornata nella Capitale dello Yunnan. E rimasi profondamento colpito dal fascino di questa città con il suo mix di modernità e storia. Mi riproposi di visitarla meglio e così ho fatto, sei anni dopo.
DA Kunming un eccellente viaggio in prima classe per Guiyang; non ci aspettavamo molto da questa città ed invece siamo rimasti piacevolmente sorpresi. A cominciare dalla fortuna di trovare un hotel di lusso a prezzo irrisorio.
La principale attrazione è la Jiaxiu tower e il fuyu bridge, molto suggestivo, soprattutto di sera, illuminato.
Una sola notte, ma restare un giorno in più, forse, non sarebbe stata una cattiva idea.
Sei giorni nel Capoluogo del Sichuan; tante cose viste e chissà quante mancate. Una città strepitosa, con un sistema di trasporti eccellente (ma non è un'eccezione, in Cina) ed una nuova gigantesca stazione in costruzione.
Chengdu è universalmente riconosciuta come la "città dei panda". Molti i Centri di Ricerca e Allevamento di questo meraviglioso "orsacchiotto"; oltre a quello, affollatissimo, in centro, abbiamo visitato quello di Wolong, ad una settantina di km a nord est nella città. In città "tutto" parla dei Panda, da negozi che vendono esclusivamente souvenir a tema, a pupazzi giganti che si vedono ovunque. Ma la metropoli -circa 30 milioni di abitanti!- offre molto altro.
Famosa per l'Esercito di terracotta, che ovviamente merita assolutamente una visita, la città regala anche altre perle. In centro passeggiare per il quartiere musulmano, la Porta
Una tappa tra Xi'An e Pechinom avevo messo in conto di restare un slo giorno, ma poi ci sono rimasto due. La città è molto estesa poco densamente popolata, almeno rispetto alle altre e la metropolitana non è ancora efficace e capillare come altrove. Però funziona bene. L'isola pedonale in centro è molto estesa e offre al visitatore tante cose da vedere, alcune davvero originali.
Non poteva che terminare nella Capitale il mio primo vero viaggio in Cina. A primo impatto la città sembra meno interessante del prevedibile e la gente meno cordiale rispetto a tutte le altre che avevo visitato. Non cambierò idea sulla seconda, ma a mano mano che la visitavo scoprivo il fascino della metropoli cinese. Tre giorni, in realtà, sono insufficienti per poter dire di aver conosciuto Pechino, ma almeno ho un'idea. Ci tornerò.











