Metodo

Il giornale di Confindustria confronta le 107 province italiane considerandole tutte sullo stesso piano. Non fa alcuna distinzione tra una grande area metropolitana e piccoli territori scarsamente abitati. Solo 12 province superano il milione di abitanti, 48 ne hanno più di 400mila.
Basterebbe questo per rendere priva di valore questa classifica.

Stila la sua classifica di presunta vivibilità sulla base di 6 parametri, ciascuno dei quali tenta di valutarli con 15 indicatori, che sono più o meno gli stessi ogni anno. Quelli presi in considerazione per la classifica del 2024 sono i seguenti:

  • Canoni medi di locazione
  • Disuguaglianza del reddito netto
  • Mensilità di stipendio per comprare casa
  • Pensionati con reddito pensionistico di basso importo
  • Retribuzione media annua dei lavoratori dipendenti - totale
  • Trend del Pil pro capite
  • Pagamenti delle fatture entro i 30 giorni
  • Valore aggiunto per abitante
  • Depositi bancari delle famiglie consumatrici
  • Spesa delle famiglie per il consumo di beni durevoli
  • Famiglie con Isee basso
  • Riqualificazioni energetiche
  • Protesti pro capite
  • Inflazione indice generale
  • Inflazione prodotti alimentari e bevande non alcoliche


  • Startup innovative
  • Tasso di infortuni sul lavoro mortali e con inabilità permanenteTotale
  • Tasso di mancata partecipazione al lavoro
  • Trend delle presenze turistiche
  • Imprese sociali
  • Laureati e altri titoli terziari (25-39 anni)
  • Numero di ore cig autorizzate
  • Presenze turistiche
  • Nuove iscrizioni
  • Cessazioni
  • Imprese in fallimento
  • Tasso di occupazione
  • Gender pay gap
  • Quota di export sul Pil
  • Numero pensioni di vecchiaia

  • Altri delitti mortali denunciati
  • Durata media dei procedimenti civili
  • Mortalità stradale in ambito extraurbano
  • Omicidi volontari
  • Indice di rotazione delle cause
  • Truffe e frodi informatiche
  • Indice di criminalità - totale dei delitti denunciati
  • Furti con destrezza
  • Furti di autovetture
  • Furti con strappo
  • Rapine in pubblica via
  • Reati legati agli stupefacenti (spaccio, produzione, ecc.)
  • Riciclaggio e impiego di denaro
  • Incendi
  • Indice di litigiosità

  • Età media al parto
  • Indice di dipendenza anziani
  • Mortalità evitabile (0-74 anni)
  • Quoziente di mortalità
  • Saldo migratorio totale
  • Tasso di fecondità
  • Qualità della vita delle donne
  • Consumo di farmaci per depressione
  • Uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione
  • Medici specialisti
  • Emigrazione ospedaliera
  • Speranza di vita alla nascita
  • Immigrati regolari residenti
  • Indice della solitudine
  • Iscritti all'Aire

  • Comuni con servizi per le famiglie interamente online
  • Superamenti di limite di PM10
  • Densità di tutti gli impianti fotovoltaici
  • Ecosistema urbano
  • Efficienza delle reti di distribuzione dell'acqua potabile
  • Indice di fragilità urbana
  • Irregolarità del servizio elettrico
  • Posti-km offerti dal Tpl
  • Rischio alluvione
  • Rischio frana
  • Qualità della vita dei bambini, giovani e anziani
  • Raccolta differenziata
  • Tasso di motorizzazione
  • Energia elettrica da fonti rinnovabili
  • Illuminazione pubblica sostenibile

  • Amministrazioni digitali
  • Aree protette
  • Bar, cinema e ristoranti (esclusa la ristorazione mobile)
  • Copertura alla rete Gigabit
  • Indice di accessibilità ai servizi essenziali
  • Partecipazione elettorale
  • Spettatori - ingressi agli spettacoli
  • Palestre, piscine, centri per il benessere e stabilimenti termali
  • Spesa dei Comuni per la cultura
  • Offerta culturale
  • Librerie
  • Indice di lettura
  • Indice di Sportività
  • Indice del clima
  • Amministratori comunali con meno di 40 anni



Nella maggior parte dei casi il punteggio di ciascun indicatore X è ricavato dal rapporto
X/100 (oppure 1000, 100.000) abitanti.

E dunque, risulta immediatamente evidente la prima contraddizione: si cerca di misurare la"qualità" di qualcosa, calcolando la sua"quantità".


- "Quantità" e "Qualità" non sono (per niente) automaticamente direttamente proporzionali
Spesso, è più indicativo il valore assoluto rispetto a quello relativo: ad esempio se è vero che in una città/provincia di 100mila abitanti, in proporzione, 5 sale cinematografiche sono più di 15 per una di 400mila, è evidente che gli "sfortunati" della seconda hanno una scelta tre volte maggiore del film da vedere.
Molto spesso la "qualità" non dipende affatto dalla "quantità": dieci teatri, non fanno il San Carlo o La Scala.


- Non è possibile/non ha alcun senso confrontare aree metropolitane con milioni di abitanti, province di medie dimensione e piccoli centri di periferia
Tutt'altro che irrilevante, poi, la distanza di una città dal capoluogo di regione o di una grande area metropolitana. Una provincia confinante con una metropoli, probabilmente avrà molti meno servizi, a parità di abitanti, rispetto ad una più distante, ma di fatto ne ha di più perchè può più agevolmente usufruire di quelli della vicina grande città.
"Si vive meglio in una provincia con "zero servizi", ma a 20 minuti dal grande polo di eccellenza sanitario, universitario, sportivo e dalla movida della confinante area metropolitana, oppure in una remota provincia dove i ristoranti chiudono alle 20,30, l'ospedale cura bene l'ordinario, ma per un intervento un po' più complicato serve l'elicottero e il più importante dei "tantissimi" eventi culturali è il "Torneo di palla avvelenata di Ferragosto?"

In ogni caso, definire la qualità di qualsiasi cosa, figuriamoci della vita, è molto complicato e presenta una componente soggettiva molto, troppo rilevante.
A titolo di mera curiosità, uno dei Paesi più misteriosi, meno accessibili, e forse anche per questo, nell'immaginario collettivo, uno dei più affascinanti del pianeta, il BHUTAN, settecentomila abitanti, per valutare l'indice di sviluppo del Paese utilizza un filosofico
"Grado di felicità" (Gross National Happiness), invece del classico, asettico e materialistico Prodotto Interno Lordo.
Se invece si assume -ed è quello che fa il Sole con la sua classifica- che chi è più ricco automaticamente vive meglio, il discorso è chiuso in partenza e, tutto sommato, condivisibile.
Però, in questo modo, si affermando che un grande evasore o un boss della camorra (il n° 1 dei casalesi indossava costosi maglioni di cashmere e mangiava aragosta fresca tutti i giorni, ma nascondendosi in un bunker sottoterra, prima di finire nelle patrie galere a scontare l'ergastolo), abbia un'elevata qualità della vita.





La lista delle incongruenze che si rilevano con il metodo utilizzato per giungere alla classifica di vivibilità è incredibilmente lunga. Probabilmente lo sanno anche quelli che stilano la classifica, ma confidano sul fatto che nessuno si prende la briga di farglieo notare.
Di seguito alcune clamorose:

  • LIBRERIE, BAR, RISTORANTI, CINEMA
    Che a Massa Carrara ci siano più "Librerie per 1000 abitanti" rispetto, ad esempio, a Torino e Napoli non ha alcun significato.
    Tutti i libri in vendita in quella provincia si trovano agevolmente in una metropoli. Ma non è vero il contrario. A Torino e Napoli ci sono montagna di libri introvabili a Massa Carrara.
    Del resto, ormai, i libri si possono acquistare online, si leggono in forma digitale: il numero di librerie rispetto alla popolazione non dà alcuna informazione utile sulla qualità.
    Ventotene (737 abitanti), secondo questo criterio, dispone di una delle maggiori concentrazione di librerie (sull'isola ce n'è una, che apre saltuariamente) d'Italia, forse al mondo:una ogni 737 abitanti. Sì, ma quanti e quali libri contiene quella libreria?
    Avrebbe senso, invece, (provare a) valutare e confrontare il "Patrimonio librario" (biblioteche, università, musei, archivi, collezioni private) complessivo di ogni singola città/provincia dei libri NON acquistabili, né consultabili online.
    E Napoli, ovviamente, occupa uno dei primi tre posti.


  • ACCESSIBILITÀ
    Un aeroporto intercontinentale, il porto passeggeri più trafficato d'europa, una stazione ferroviaria in cui transitano cinquanta milioni di passeggeri all'anno generano, rispetto ad un "villaggio" nella cui stazione ferroviaria transita una decina di regionali al giorno (e nel caso fortuito si trovi su una direttrice principale, ferma un Intercity su tre e nessun Frecciarossa), molti più reati, maggior inquinamento, maggiore produzione di rifiuti. Indicatori che vengono, correttamente, presi in considerazione.
    Però da una Macerata qualsiasi, per prendere un aereo bisogna sorbirsi almeno 5 ore di bus (con l'auto privata cambia poco, considerando il tempo necessario per parcheggiarla), partire la sera prima per un volo mattutino e ritornare a casa il giorno successivo, se il volo di rientro è atterrato a FCO o MXP di sera.
    In ogni caso, per chi abita in provincia, volare costa automaticamente di più; al prezzo del del biglietto, deve aggiungere certamente quello del trasferimento casa-aeroporto e, talvolta, anche il pernottamento e i pasti. Senza contare il tempo perso e il maggior rischio di perdere il volo. Di questi disagi, invece, non v'è traccia nella classifica.

  • SOLDI
    parametro: "Ricchezza e Consumi"
    indicatori:
    Retribuzione media annua dei lavoratori dipendenti - totale Euro
    (Istat - Elaborazioni su dati Inps - Osservatorio sui lavoratori dipendenti, 2022)
    Mensilità di stipendio per comprare casa
    Per 60 mq in zona semi centrale su retribuzione media da lavoro dipendente (elab su dati Scenari immobiliari e Istat, a ottobre 2024 su retribuzione 2022)
    Rappresentano un interessante intreccio di incongruenze e contraddizioni.
    (Tralasciando la non validità dei dati, che sono relativi a due anni prima: si è accettare che che poco o nulla è cambiato in due anni)
    In linea di principio, laddove si guadagna di più si vive meglio. Milano, naturalmente in testa. Avellino ed Oristano tra le ultime posizioni. Vero solo in parte. Il guadagna va rapportato al costo della vita. La prova la danno i tanti italiani, anche dalle province "ricche", che, una volta in pensione, si trasferiscono in Paesi dove con 1500 euro al mese vivono da "signori". cosa che non potrebbero fare, con la stessa quantiutà di soldi, nella vivibilissima Bolzano.
    Ed infatti l'altro indicatore certifica che per comprare casa ad Avellino ed Oristano bastano molti meno salari rispetto a Milano e dunque la domanda nasce spontanea:
    "A che serve guadagnare di più se poi è necessario lavorare più tempo per comprare una casa delle stesse dimensioni?"
    Ma a quel punto si può anche rovesciare il punto di vista: vendere una casa a Milano (Firenze, Roma, Napoli) rende molto di più rispetto ad una con le medesime caratteristiche di Avellino ed Oristano.
    La conclusione è che questi due indicatori NON definiscono in modo univoco dove si vive meglio.

  • GORIZIA Vs NAPOLI
    Per come è costruita, la classifica penalizza le grandi città. Ma talvolta è vero il contrario:
    Gorizia è al 102° posto, ben dieci posizioni dietro Napoli, 92esima, alla voce: "Omicidi volontari".
    Nessuna persona "dotata di spirito critico", anche solo abbozzato, può pensare che a Gorizia si viva peggio di Napoli sulla base a questo terribile indicatore solo perchè, nell'anno preso in considerazione un paio di omicidi (magari compiuti da napoletani o calabresi residenti a Gorizia
    o in transito in Friuli-V.-G.) pesano di più, rispetto alla popolazione, di quelli avvenuti a Napoli.
    Analogamente, vedere la graziosa e tranquilla città di confine davanti a Napoli alla voce "Cultura e tempo libero" (17esimo/68esimo posto) fa schiantare dal ridere e testimonia che questa classifica, una volta stampata su carta, è utile solo per incartare il pesce.