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Metodo
MetodoIl giornale di Confindustria confronta le 107 province italiane considerandole tutte sullo stesso piano. Non fa alcuna distinzione tra una grande area metropolitana e piccoli territori scarsamente abitati. Solo 12 province superano il milione di abitanti, 48 ne hanno più di 400mila.
Basterebbe questo per rendere priva di valore questa classifica.
Nella maggior parte dei casi il punteggio di ciascun indicatore X è ricavato dal rapporto
X/100 (oppure 1000, 100.000) abitanti.
E dunque, risulta immediatamente evidente la prima contraddizione: si cerca di misurare la"qualità" di qualcosa, calcolando la sua"quantità".
- "Quantità" e "Qualità" non sono (per niente) automaticamente direttamente proporzionali
Molto spesso la "qualità" non dipende affatto dalla "quantità": dieci teatri, non fanno il San Carlo o La Scala.
- Non è possibile/non ha alcun senso confrontare aree metropolitane con milioni di abitanti, province di medie dimensione e piccoli centri di periferia
"Si vive meglio in una provincia con "zero servizi", ma a 20 minuti dal grande polo di eccellenza sanitario, universitario, sportivo e dalla movida della confinante area metropolitana, oppure in una remota provincia dove i ristoranti chiudono alle 20,30, l'ospedale cura bene l'ordinario, ma per un intervento un po' più complicato serve l'elicottero e il più importante dei "tantissimi" eventi culturali è il "Torneo di palla avvelenata di Ferragosto?"
Se invece si assume -ed è quello che fa il Sole con la sua classifica- che chi è più ricco automaticamente vive meglio, il discorso è chiuso in partenza e, tutto sommato, condivisibile.
Però, in questo modo, si affermando che un grande evasore o un boss della camorra (il n° 1 dei casalesi indossava costosi maglioni di cashmere e mangiava aragosta fresca tutti i giorni, ma nascondendosi in un bunker sottoterra, prima di finire nelle patrie galere a scontare l'ergastolo), abbia un'elevata qualità della vita.
La lista delle incongruenze che si rilevano con il metodo utilizzato per giungere alla classifica di vivibilità è incredibilmente lunga. Probabilmente lo sanno anche quelli che stilano la classifica, ma confidano sul fatto che nessuno si prende la briga di farglieo notare.
Di seguito alcune clamorose:
Di seguito alcune clamorose:
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LIBRERIE, BAR, RISTORANTI, CINEMA
Che a Massa Carrara ci siano più "Librerie per 1000 abitanti" rispetto, ad esempio, a Torino e Napoli non ha alcun significato.
Tutti i libri in vendita in quella provincia si trovano agevolmente in una metropoli. Ma non è vero il contrario. A Torino e Napoli ci sono montagna di libri introvabili a Massa Carrara.
Del resto, ormai, i libri si possono acquistare online, si leggono in forma digitale: il numero di librerie rispetto alla popolazione non dà alcuna informazione utile sulla qualità.
Ventotene (737 abitanti), secondo questo criterio, dispone di una delle maggiori concentrazione di librerie (sull'isola ce n'è una, che apre saltuariamente) d'Italia, forse al mondo:una ogni 737 abitanti. Sì, ma quanti e quali libri contiene quella libreria?
Avrebbe senso, invece, (provare a) valutare e confrontare il "Patrimonio librario" (biblioteche, università, musei, archivi, collezioni private) complessivo di ogni singola città/provincia dei libri NON acquistabili, né consultabili online.
E Napoli, ovviamente, occupa uno dei primi tre posti.
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ACCESSIBILITÀ
Un aeroporto intercontinentale, il porto passeggeri più trafficato d'europa, una stazione ferroviaria in cui transitano cinquanta milioni di passeggeri all'anno generano, rispetto ad un "villaggio" nella cui stazione ferroviaria transita una decina di regionali al giorno (e nel caso fortuito si trovi su una direttrice principale, ferma un Intercity su tre e nessun Frecciarossa), molti più reati, maggior inquinamento, maggiore produzione di rifiuti. Indicatori che vengono, correttamente, presi in considerazione.
Però da una Macerata qualsiasi, per prendere un aereo bisogna sorbirsi almeno 5 ore di bus (con l'auto privata cambia poco, considerando il tempo necessario per parcheggiarla), partire la sera prima per un volo mattutino e ritornare a casa il giorno successivo, se il volo di rientro è atterrato a FCO o MXP di sera.
In ogni caso, per chi abita in provincia, volare costa automaticamente di più; al prezzo del del biglietto, deve aggiungere certamente quello del trasferimento casa-aeroporto e, talvolta, anche il pernottamento e i pasti. Senza contare il tempo perso e il maggior rischio di perdere il volo. Di questi disagi, invece, non v'è traccia nella classifica.
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SOLDI
parametro: "Ricchezza e Consumi"
indicatori:
Retribuzione media annua dei lavoratori dipendenti - totale Euro
(Istat - Elaborazioni su dati Inps - Osservatorio sui lavoratori dipendenti, 2022)
Mensilità di stipendio per comprare casa
Per 60 mq in zona semi centrale su retribuzione media da lavoro dipendente (elab su dati Scenari immobiliari e Istat, a ottobre 2024 su retribuzione 2022)
Rappresentano un interessante intreccio di incongruenze e contraddizioni.
(Tralasciando la non validità dei dati, che sono relativi a due anni prima: si è accettare che che poco o nulla è cambiato in due anni)
In linea di principio, laddove si guadagna di più si vive meglio. Milano, naturalmente in testa. Avellino ed Oristano tra le ultime posizioni. Vero solo in parte. Il guadagna va rapportato al costo della vita. La prova la danno i tanti italiani, anche dalle province "ricche", che, una volta in pensione, si trasferiscono in Paesi dove con 1500 euro al mese vivono da "signori". cosa che non potrebbero fare, con la stessa quantiutà di soldi, nella vivibilissima Bolzano.
Ed infatti l'altro indicatore certifica che per comprare casa ad Avellino ed Oristano bastano molti meno salari rispetto a Milano e dunque la domanda nasce spontanea:
"A che serve guadagnare di più se poi è necessario lavorare più tempo per comprare una casa delle stesse dimensioni?"
Ma a quel punto si può anche rovesciare il punto di vista: vendere una casa a Milano (Firenze, Roma, Napoli) rende molto di più rispetto ad una con le medesime caratteristiche di Avellino ed Oristano.
La conclusione è che questi due indicatori NON definiscono in modo univoco dove si vive meglio.
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GORIZIA Vs NAPOLI
Per come è costruita, la classifica penalizza le grandi città. Ma talvolta è vero il contrario:
Gorizia è al 102° posto, ben dieci posizioni dietro Napoli, 92esima, alla voce: "Omicidi volontari".
Nessuna persona "dotata di spirito critico", anche solo abbozzato, può pensare che a Gorizia si viva peggio di Napoli sulla base a questo terribile indicatore solo perchè, nell'anno preso in considerazione un paio di omicidi (magari compiuti da napoletani o calabresi residenti a Gorizia
o in transito in Friuli-V.-G.) pesano di più, rispetto alla popolazione, di quelli avvenuti a Napoli.
Analogamente, vedere la graziosa e tranquilla città di confine davanti a Napoli alla voce "Cultura e tempo libero" (17esimo/68esimo posto) fa schiantare dal ridere e testimonia che questa classifica, una volta stampata su carta, è utile solo per incartare il pesce.


