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Naan, il pane del Causaso e dell'Asia Centrale


"Viaggiare e' fatale ai pregiudizi, ai bigottismi e alle menti ristrette"


Paese che vai, pane che trovi; quello diffuso nel Caucaso e in gran parte dell'Asia Centrale, dal Turkmenistan all'India, e' il mio preferito.

Abbonda sempre e a qualsiasi ora. E si trova ovunque: nei mercati, nei negozi, in strada.
Venduto da chiunque. Io l'ho "scoperto" nel 2003 in Armenia e assomiglia, in qualche modo, ad una focaccia o alla pizza bianca delle pizzerie al taglio italiane.

Ai classici ingredienti del pane aggiungono yoghurt e miele (in modica quantita'), ma ogni regione, forse ogni citta', ha la sua variante; senza lievito viene fuori una sfoglia sottilissima, "lavash". L'impasto viene steso su una pala, come la pizza, e poi appoggiato sulle pareti laterali di forni a legna a forma di un vulcano.

L'operazione non e' tanto semplice come sembrerebbe e le (poche) volte che mi hanno fatto provare lo abbiamo perso, caduto nel fuoco...

Naan in vendita all'Osh Bazar di Bishkek, Kirghizistan



In Iran ho visto il Naan cotto soprattutto in forni elettrici su piastre scorrevoli e l'acquisto e' una specie di rito.
In ogni caso, caldo e' semplicemente delizioso: indimenticabile un "Naan e smetana" consumato con gusto su una panchina dei giardinetti della stazione di Türkmenbaşy, in attesa del treno per Aşgabat.

Ci sono mille motivi per tornare in Asia centrale, il Naan e' il milleunesimo.