YOUTUBESCRIVIMIHOME

Sindrome di Wanderlust


"Puoi leggere tutti i libri del mondo, ma le migliori storie sono tra le pagine del tuo passaporto"


Pare sia una malattia il desiderio di viaggiare. Se e' cosi' sono malato.

Di seguito alcuni sintomi che permettono di riconoscere in maniera univoca questa "patologia":
- Chi e' affetto da Wanderlust ha come pensiero fisso il prossimo viaggio, se sta per più di quattro mesi nello stesso luogo e' colpito da attacchi di ansia che aumentano finche' non compra un biglietto aereo; il suo passaporto è SACRO e lo custodisce come un figlio (i cinque gia' completati, in cassaforte); la cronologia quotidiana del suo browser preferito è sostanzialmente sempre la stessa: Googlemaps, Emirates, Lufthansa, motori di ricerca di voli e alberghi, bahn.de, seat61.com.

-Ai vestiti firmati e all'automobile nuova, il Wanderluster preferisce il piacere delle grandi emozioni che regala, ad esempio, esplorare a piedi una città al mattino presto prima che si svegli; prendere un autobus urbano di linea senza meta, mangiare in strada nei mercati di periferia. Vedere gli amici che indossano abiti di marca innesca in lui il confronto in termini di viaggio: "la giacca Armani è un volo A/R per la Georgia"; "le Hogan equivalgono a tre giorni a Legazpi...".

-Chi e' affetto da Wanderlust ha dormito in treno, bus e aeroporto un numero di volte quasi pari a quello di un homeless di professione; uno scalo di dieci ore e' risorsa preziosa, piuttosto che perdita di tempo (tranne che in Arabia Saudita...).

-Quando il Wanderluster conosce una persona nuova, la prima domanda che gli pone è: ‘Da dove vieni?’. Si informa sulla sua provenienza, i posti che ha visitato, come viaggia: per scoprire ciò che puo' avere in comune con lui. Sa dire ‘ciao’ e ‘grazie’ in piu' lingue, perche' riconosce l’importanza di salutare e ringraziare gli altri nella loro lingua. Impara a conoscere e si adegua agli usi, costumi e cultura dei luoghi che visita. E li rispetta.

- Chi e' affetto da Wanderlust sorride a chi si lamenta di sciocchezze come il jetlag; e' semplicemente infastidito da idiozie quali: "Si, ma il Kirghizistan e' pericoloso" ; "Sì, ma in Siberia fa freddo/ Sì, ma in Indonesia fa caldo", "Sì, ma in Slovacchia si mangia male".

-Quando entra in libreria, il Wanderluster si dirige con passo deciso verso la sezione viaggi, inizia a sfogliare le guide, ma anche i frasari, dizionari in cerca di qualche ispirazione per la prossima partenza o riprovare le emozioni dei viaggi precedenti.